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Seminario| Manipolazione e inganno fotografico

Data: 
19 Settembre 2019
Tipologia Novità: 

Seminario

In occasione della mostra fotografica - I ricordi bruciati della retina, il professore Zsolt Batori ci racconta come la manipolazione e l'inganno  sono nella fotografia

Giovedì 19 settembre 2019 alle ore 19,00 - ingresso libero (suggerita prenotazione) 

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Photographic Manipulation and Photographic Deception

Zsolt Bátori

 

Abstract

 

I consider how photographic image manipulation and deception influence both interpretation and evaluation of photographs. First I distinguish between image manipulation and deception by clarifying that image manipulation does not necessarily lead to deception in terms of forming false beliefs. I also argue that image manipulation is not the only way of using photographs deceptively, and I provide examples for photographic deception that do not rely on image manipulation. Then I examine what role the readability of photographic properties (including if and how they have been manipulated) plays in their interpretation. I introduce the concept of photographic illocutionary acts to account for the interpretation of photographic images, and I argue that the default interpretation of photographs is always based on our knowledge of the specific ontological and epistemic status of photographs in general, and which distinguishes them from non-photographic images. I conclude that our knowledge about the ease and frequency of analogue or digital image manipulation does not alter our default interpretation with which we approach photographs.

 

Manipolazione ed inganno fotografico

Zsolt Bátori

 

 

Estratto

La mia è una riflessione su come la manipolazione delle immagini e l’inganno fotografico influenzino l’interpretazione e la valutazione di una foto.

Come prima cosa distinguo la manipolazione fotografica dall’inganno, chiarendo che un’immagine manipolata non equivale necessariamente ad una contraffazione, ovvero a qualcosa capace di condurre ad una falsa credenza. Inoltre spiego anche come l’utilizzo di immagini in modo ingannevole non avvenga solo tramite la manipolazione, fornendo esempi di raggiri fotografici che non si basano su alcuna modifica dell’immagine. 

Successivamente esamino come la leggibilità delle proprietà fotografiche (incluso se e come un’immagine sia stata manipolate) gioca nell’interpretazione di una foto.

Introduco il concetto di atto fotografico illocutorio e della sua valenza nella lettura delle immagini fotografiche, motivo come la nostra interpretazione predefinita di fotografie si basi sempre su competenze ontologiche specifiche e sulla condizione epistemologica della fotografia in generale, cosa che la distingue dalle immagini non-fotografiche.

In conclusione affermo che le nostre competenze sulla semplicità e frequenza di manipolazione su immagini analogiche e digitali non altera la pre-interpretazione con la quale ci approcciamo alla fotografia.

 

 

 

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