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Presentazione editoriale| Dalla guerra di Luca Pistone

Data: 
26 Settembre 2019
Tipologia Novità: 

«Roman si esalta alla guida. Corre come un dannato, scala anche di tre marce in curva, si destreggia col freno a mano. La sua Lada Niva, la storica 4x4 sovietica, non lo tradisce. Le risate di Roman coprono il rombo del motore ma non quello dei bombardamenti. Siamo all'aperto e l'Esercito ucraino non fa economia coi colpi di mortaio. Ci cadono a poche decine di metri e ad ogni impatto col suolo la Lada sobbalza. «Non c'è nulla da temere, i fascisti hanno una mira di merda!», assicura il provetto Niki Lauda.

Attraversiamo Spartak, un villaggio a 3 chilometri a nord di Donetsk. È completamente distrutto e incenerito. Di civili nemmeno l'ombra. Il fango è ovunque e Roman non rallenta. Si dirige a tutta velocità contro la parete di una fattoria ricoperta di erbacce e sterpaglia. Stiamo per schiantarci contro. Con la mano gli stringo il ginocchio sperando di farlo tornare in sé. Ma, all'improvviso, le erbacce e la sterpaglia spariscono e davanti a noi si apre una porta di legno a due ante. Roman inchioda facendomi quasi sbattere la faccia sul parabrezza. Siamo dentro un fienile.

Roman ride a crepapelle. Siamo circondati da sei ragazzi in mimetica. Mi ci vuole qualche secondo per capire che le erbacce e le sterpaglie erano state incollate ad arte su un grande telo di plastica che nascondeva l'ingresso del fienile. Mi dà una pacca sulla spalla che io ricambio con un “vaffanculo”. Ne ignora il significato e forse è meglio così.

Quella che si combatte ormai da un anno nel Donbass, regione orientale dell'Ucraina, è una guerra vecchio stampo. Di quelle che si fanno ancora nelle trincee sfamandosi con cibo in scatola. Ed è proprio in una piccola trincea che dobbiamo infilarci per raggiungere una postazione, protetta da sacchi di sabbia e una tettoia di lamiera ricoperta di foglie secche, da cui è possibile osservare la linea nemica. Roman mi presta il suo binocolo così posso vedere sventolare su una torretta lontana non più di 200 metri, la bandiera blu e gialla dell'Ucraina e quella del famigerato Battaglione Azov.

Quella di Spartak è una delle frontline più calde. I colpi di mortaio cadono a distanza di pochi minuti uno dall'altro, interrotti di tanto in tanto dal crepitio di mitragliatrici e dagli spari dei cecchini appostati chissà dove. Uno dei ragazzi che ci ha accolti nel fienile si scatta un selfie con una mitraglietta come sfondo. Utilizza il flash, cosa che manda su tutte le furie Roman. «Razza di imbecille, vuoi che i fascisti ci scoprano? Che cazzo hai nella testa?» e gli molla un sonoro rovescio in faccia. Il ragazzo, intimorito, non osa controbattere».

...

Il libro
Dieci reportage. Dieci storie di sopravvivenza, prevaricazioni, violenza, speranza. Sono storie vissute, viste, ascoltate in prima persona nei viaggi di Luca Salvatore Pistone al centro delle zone calde del mondo. Dall’Africa al Sud est Asiatico, passando per il Medio Oriente: un viaggio all’interno della cronaca raccontata con uno stile asciutto, a volte obbligatoriamente duro. Storie che non fanno notizia: necessaria testimonianza di ordinarie oppressioni.

L'autore
Luca Salvatore Pistone (Milano, 1983) è un giornalista, fotografo e videomaker freelance. Laureato prima in Teoria Politica e poi in Relazioni Internazionali, ha un master in Studi afro-asiatici e uno in Giornalismo di guerra. Da diversi anni lavora come inviato in zone di guerra e di crisi per diverse testate e organizzazioni internazionali. L’Africa occidentale e le due ruote sono la sua grande passione.



Giovedì 26 settembre ore 18.30 - ingresso libero

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