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La fotografia della risonanza infinita| Miro Svolik

Data: 
11 Novembre 2019
Tipologia Novità: 

Miro Svolik

 

ci ha lasciato per altri 10 giorni le sue immagini fotografiche,

è possibile vederle presso gli spazi del CsfAdams nella nostra galleria 

Dal 12 al 22 novembre 2019 

dalle 16,00 alle 20,00

(la mattina su appuntamento il sabato e la domenica chiuso)

Ingresso libero 

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La fotografia della risonanza infinita

Nella fotografia di Miro Švolík si assiste ad una polifonia di elementi distanti e distinti che è la risultante di un tendere, di una particolare propensione; di una tensione cioè, verso “ciò che manca” e che porta ad avvertire anche le piccole dissonanze, per amore della consonanza bella

La visione olistica alla quale ci conduce, ci apre gli occhi, le orecchie e tutti i sensi – nessuno escluso – al fatto che nulla è isolabile dalla rete di cui fa parte, dalla trama di relazioni nella quale è inserito o inseribile.

Esiste un campo di risonanza che sottostà, intreccia e costituisce ogni fenomeno e i suoi andamenti; agiamo, interagiamo e siamo agiti da dinamiche biologiche e di relazione: nulla è statico, tutto è in continuo divenire e propende vibrante verso un dominio di concordanza, spinto da un moto costitutivo che è interno ed esterno allo stesso tempo, nella lunghezza d’onda di una risonanza infinita.

Si può soprattutto parlare, nella sua opera, di una doppia visione del soggetto 'rappresentato'.

Da una parte la scomposizione degli elementi in unità isolate, in forme geometriche semplici, capaci di conservare l’equilibrio armonico di gradienti cromatici, tonali, di senso, dall’altra le sequenze dei gruppi compositivi, movimentati dalla danza degli stessi elementi,  che girano e attraversano lo spazio sulla superficie bidimensionale del supporto in differenti possibilità combinatorie e scandiscono la visione e il pensiero di chi osserva l'intero percorso espositivo.

Contrasti segnici dialoganti con elementi figurativi capaci di presagire futuri scenari di topografie urbane, luoghi dove possono nascere “cose”, abitati da una umanità fluttuante, diasporica, creativa.

La fotografia di Miro Švolík è uno spazio della mente garbato, gioioso, giocoso.

È  un sogno che si apre all’immaginario personale dell’osservatore promettente ulteriori e infiniti orizzonti, capace di regalare nuove mappe mentali.

Fotografia che ci afferra, chiamandoci ad attraversare un mondo altro, in grado di prendersi beffa delle certezze del reale, con fantasia, ironia, levità.

L’umorismo, il disincanto e la grande capacità tecnica, collocano e confermano Miro Švolík nel panorama della migliore tradizione fotografica ceca e slovacca del Novecento.

 

Gabriele Agostini

 

 

 

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