METEORA

Le relazioni interpersonali si aprono al confronto e allo scontro, permettono di affrontare le avversità e rafforzare il rapporto: insieme si contaminano ed evolvono.
In questo processo, la reazione chimica del resistente applicato sulla carta fotosensibile è il risultato dell’emozione che fluisce e guida il gesto in un’espressione visibile del latente: emergono chimigrammi, la trasformazione del sentimento in qualcosa di visibile.

Le tracce di materia richiamano crateri, segni che l’emozione vissuta lascia. Connessioni che da lontano attraggono, da vicino respingono e viceversa.
Un moto in continua evoluzione in cui, nonostante tutto, si resta uniti, il risultato che noi siamo il cielo, tutto il resto è un fenomeno atmosferico.

Meteora: me, te ora.

BIO

Nata ad Aosta nel 1992, Veronica Benedetti consegue il master di fotografia all’Accademia John Kaverdash di Milano. La sua ricerca si caratterizza per il segno introspettivo con cui esplora la memoria, l’identità e il rapporto tra uomo e spazio. Il suo strumento espressivo principale è il medium fotografico pur sperimentando in altre pratiche come video, performance ed installazione. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali, in Italia e all’estero.

Nel corso della sua carriera vince il Premio Musa – donne fotografe, è tra i vincitori dell’Intarget Photolux Award, finalista all’Arteam Cup 2020, è selezionata da Paolo Woods per Rendez-vous Image, espone alla Fondazione Dino Zoli, a Riphoto e a Milano PhotoFestival, trova spazio nella rivista “Artist Talk Magazine”.

 

Pubblica il suo primo libro “Il condominio (strati di me)” vincitore del Premio “Le immagini rilegate” a cura di Roberto Mutti. Esposto alla Kasa dei libri di Milano, il libro d’artista è parte della collezione di Andrea Kerbaker al Kapannone dei libri di Angera. Veronica vive e lavora a Milano.

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