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STORIA SOCIALE DELL'IMMAGINE FOTOGRAFICA

Storia sociale dell’immagine fotografica

Il mio carissimo amico Uliano Lucas ha la bontà di citarmi, su un tomo ponderoso, per aver tracciato “la capitale differenza tra immagini vive e immagini morte” . Con gli allievi  proverei ad approfondire e rendere visibile quella differenza. La cercheremo insieme. Tenendo la mano dei grandi maestri . Leggeremo le loro immagini. I giovani con la freschezza  dei loro anni, l’insegnate con la sua lunghissima pratica di strada. Ripercorreremo insieme il paradosso della foto di reportage. Proprio la fotografia che nasce per raccontare una situazione particolare, determinata. Nasce perché il fotografo si è scelto, cercato, trovato, proprio quella situazione, quell’avvenimento, e se si ricorda, è proprio per quello che di astratto, di indeterminato, vago, universale, c’è in essa. Per quello che dice con le sue linee, con i suoi chiari, con i suoi scuri indipendentemente dal suo significato letterale. I ricordi, la memoria. Ci chiederemo insieme come sono fatti i ricordi, di cosa sono fatti i ricordi. Per un fotografo produrre immagini che si reggano sugli avvenimenti è relativamente  facile. Molto più difficile è produrre immagini su cui gli avvenimenti stessi si reggano, rimangano nella memoria, tessano memoria. Formino memoria.

 Sempre con l’aiuto dei grandi maestri, non solo fotografi, anche scrittori, pittori , cineasti, attori, mimi, ballerini, ci chiederemo della verità. Di come forse la verità non esista di per sé. La verità si fa. La verità è il frutto dell’uomo. Non esiste nell’universo. Non esiste in natura. E’ la più bella e difficile creazione dell’umanità. Così difficile che bisogna farla pezzettino per pezzettino, e poi bisogna trovare quell’amabilità, quella finezza, quell’amore che consenta di consegnare, di depositare, di mettere quei pezzettini nei cuori di chi guarda. Nei cuori dei spettatori.

Un immagine che vale solo per il visibile che c’è  in essa, è ben poca cosa. Una immagine  vale per l’invisibile che c’è in essa. Questo dicevano i pittori bizantini nei secoli passati. Noi, nel nostro piccolo, nel  terzo millennio cercheremo quell’invisibile.

Parleremo insieme di come una bella immagine, una immagine che abbia una vita e una dignità propria, non nasca mai da una trovata, da un espediente. Può nascere solo da un grandissimo profondissimo amore e dalla tensione di tutta una vita.

Compito dell’insegnante sarà aiutare ognuno a trovare la sua particolarità, la sua unicità, la sua maturità. Non creeremo esecutori passivi, ma fotografi che sappiano lavorare con indipendenza.  Fotografi che riusciranno a superare  qualsiasi crisi.  Fotografi che  troveranno nelle loro radici culturali, sviluppate e cresciute in questa scuola e con questo insegnante, la forza per affrontare qualsiasi difficoltà.

Tano D’amico

 

Durata del corso: 4 mesi;

numero delle lezioni: 16;

durata delle lezioni: 2 ore;

frequenza: settimanale.s

Iscrizione: euro 50.00

Costo corso:  euro 600.00 (150.00 mese).


 

 


Centro Sperimentale di Fotografia - Roma - e-mail: csfadams@tiscali.it | Associati con lo Studio di Arte Ceramica

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