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II seminario Tano D'Amico
I ricordi e la fotografia Dovevano avere degli ordini precisi. I manganelli e i calci dei fucili colpivano con determinazione e freddezza. Le donne non urlavano. Il dolore spalancava le loro bocche ma il lamento non usciva, come se non volessero più respirare. Non smettevano di picchiare. Volevano essere sicuri che le donne non tornassero. Si davano il cambio sedute in cerchio sull’asfalto macchiato dal sangue di Giorgiana. Le loro spalle si toccavano, oscillavano piano, come se cullassero qualcosa. Quelle grida ingoiate, mutilate, la sensazione da incubo di non essere capaci di sentirle, il rimorso di non aver urlato tutti insieme, con tutta la forza, accompagnano una generazione. Sono il fantasma di ogni vita normale, addomesticata, pentita. Tante volte nella vita e nel mestiere che amo, mi sono chiesto come sono fatti i ricordi. Di cosa sono fatti i ricordi. Anche questo dodici maggio me lo chiedo. Diventato vecchio nella vita e nel mestiere che amo. Forse non è altro che una questione di tempo e di luce, come nella fotografia, come nel cinema. Anche i ricordi sono fatti di tempo e di luce. Un tempo plastico che si
allunga e si accorcia, si allarga e si stringe. Prima o poi finisce col trovare
un accordo col tempo della vita. Prima o poi i ricordi si sistemano, trovano un
loro ordine. Smettono di accavallarsi, di azzuffarsi, di fare male. La luce che
nel tempo li stampa, li fissa, li cuce, finisce col trovare la sua accettabilità.
Non sempre è carezzevole, può rimanere qualche contrasto un po’ troppo
accentuato, qualche sfiammatura, qualche punto troppo scuro, troppo impastato. Ma ci sono ricordi più forti della stessa memoria. Ricordi in cui il tempo finisce di colpo, si ferma per sempre. E la luce, che trascina le immagini, non riesce a lasciare quel tempo mozzato. Ha paura di perdersi. Torna indietro, rimbalza, si avvolge, si aggrappa. Diventa più bianca, cruda, come quella dei vecchi lampi a polvere di
magnesio. E diventa concreta. Diventa un vento che spinge indietro le vesti, i
capelli. Scopre i volti. I ricordi si fermano, si ghiacciano. Tano D’Amico . Tano D’Amico
Sabato 15 maggio ore 18,00 Costo seminario euro 60.00 aperto a tutti |
intervista a Luisa Briganti da collettivo wsp
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