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I seminario di Tano D'Amico
La verità e la fotografia “Lasciatemi dire la verità sul nostro tempo e sulla
gente” invoca, nei travagliati anni della repubblica di Weimar, August Sander,
uno dei padri di tutti noi fotografi. “Che cosa è la verità?” risponde da
sempre Ponzio Pilato dal palazzo di Erode. A Sander non andò proprio bene, i
suoi libri vennero bruciati dalle camicie brune, suo figlio morì in un lager.
Lui riuscì solo a sopravvivere, ma le sue fotografie la verità riescono a
dirla. La domanda di Pilato però rimane sempre, un fotografo prima o poi i
conti ce li deve fare. I miei maestri i conti ce li hanno fatti per tutta la
vita, senza lavarsene mai le mani. Loro, come Sander, pezzi di verità li hanno
mostrati. Ho guardato i loro occhi e il loro lavoro. Cercavo la
verità, li guardavo e vedevo che occorreva tutto l’amore e tutta la tensione di
una vita. Per una bella foto di reportage occorreva tutto l’amore e tutta la
tensione di una vita. E non era ancora la verità, era solo una bella foto di
reportage. Una bella fotografia di reportage è un paradosso che
non ho mai capito. Nasce perché il fotografo l’ha creata, l’ha aspettata, l’ha
capita, l’ha fatta nascere proprio in quel luogo, proprio in quel momento, in
quell’istante, in quella situazione. E se quella fotografia vive, continua a vivere, ha
vita propria è per tutto quello che l’allontana per tutto quello che va oltre
quel posto, quel luogo, quel momento, quella situazione. Per tutto quello che l’allontana dal suo significato
letterale. Può essere relativamente facile produrre immagini che si reggono
sugli avvenimenti. E’ molto difficile realizzare immagini a cui gli avvenimenti
stessi si reggono nella memoria. Rimangono nella memoria costruiscono la nostra
memoria. Ai miei maestri dobbiamo le immagini che fanno la nostra storia ma a
loro non bastava. Non erano felici. Non erano soddisfatti. Guardavo i loro occhi e pensavo che proprio lì la
verità aveva preso coscienza di se stessa. Loro tentavano di farmi capire che
la verità è così difficile che bisogna farla pezzettino per pezzettino. Non è
qualcosa di inanimato, non è uno degli elementi che compongono l’universo. La
verità non esiste in natura. La verità debbono farla gli uomini. La verità si
fa. Costa cara, ma è il frutto delle pene degli uomini. La più bella creazione
dell’uomo. . Tano D’Amico |
intervista a Luisa Briganti da collettivo wsp
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